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lunedì 26 settembre 2011

Che tempo che fa

a
Piove...
a

lunedì 25 ottobre 2010

Non siamo Berlusco(glio)ni!


C'è poco da aggiungere...
l'importante è sapere...

lunedì 18 ottobre 2010

Distinguiamo i giornalisti dai 'cani'...


Quaggiù il successo è il solo metro di giudizio di ciò che è buono o cattivo.

Al vincitore nessuno chiederà mai conto di quello che ha fatto.

La forza sta non nella difesa, ma nell'attacco.

La propaganda non deve servire la verità, specialmente perché questa potrebbe favorire l'avversario.

La stragrande maggioranza di una nazione cadrà più facilmente vittima di una grossa menzogna che di una piccola.

La capacità delle masse di comprendere è molto limitata, ma la loro capacità di dimenticare è infinita

(frasi di A.H.)

lunedì 20 settembre 2010

Il Cavaliere inesistente...

aaa
Nuovi particolari emergono dal passato...
aaa

lunedì 13 settembre 2010

Tutti pazzi per il Texas Hold'em!


Un gioco appassionante
dove può succedere davvero di tutto!
Guardare per credere!




lunedì 16 agosto 2010

Quello che offre il Menù...


Un rapido excursus
della 'brava gente'
che ha in mano le sorti dell'Italia!
Tanto per non dimenticarselo...

mercoledì 4 agosto 2010

Toccatemi tutto, ma non Tiziano Crudeli!

Le radio-telecronache dalle tribune, inquadrando i tifosi e commentando in diretta la partita con opinionisti-ultrà, ora non si potranno più fare.

«È in ogni caso tassativamente vietata al licenziatario la tele audiocronaca e/o l’audiocronaca della gara, in diretta e/o differita, effettuata dallo stadio, dagli studi televisivi e/o da qualsiasi altra postazione».

Con queste poche righe la Lega Calcio ha stoppato un mondo colorito che raccontava il pallone a modo suo. Chiuderanno trasmissioni storiche (come QSVS & Co.) e solo la Rai, che ha pagato a caro prezzo l’esclusiva pensando alla trasmissione «Quelli che il calcio», potrà trasmettere dagli stadi italiani durante lo svolgimento delle partite. Per tutti gli altri sarà il buio assoluto, anche se i legali sono già in campo e gli editori parlano di «diritto di cronaca negato». (fonte: La Stampa)

Io posso anche essere d'accordo sulla tutela dei diritti delle emittenti che pagano per averli (anche se ci sarebbe da dimostrare in quale modo questi siano intaccati dalle tv private e dire giusto qualcosina sulla posizione dominante di Mediaset-Rai-Sky),
ma come si fa a negare ai tifosi appassionati (ma purtroppo per loro 'non paganti') le emozioni che questi 'pazzi del tifo' sanno regalare?

martedì 13 luglio 2010

Il Belpaese dei Balocchi


Cammellate,
CRICCHEballacche

martedì 29 giugno 2010

Il paese di plastica

Se i giornali organizzano manifestazioni di protesta contro la «legge bavaglio» minacciando lo sciopero, il presidente del Consiglio non sta fermo a guardare. Appena giunto in Brasile lancia subito la sua controffensiva: a scioperare, propone, siano gli italiani «per insegnare ai giornali a non prendere in giro i loro lettori».

Ce l’ha in particolare con quanto è stato scritto in questi giorni sul G20, ma il riferimento alle intercettazioni e alle polemiche che ne sono nate è evidente. In realtà, ribatte il leader dell’Idv Antonio Di Pietro, a «disinformare» sono i giornali di proprietà del premier che «vogliono descrivere il paese del Bengodi, quando la realtà è un’ altra».

In un clima di scontro totale, insomma, con i giornali e le opposizioni che si preparano a scendere in piazza il 1 luglio, prendono il via domani le audizioni in commissione Giustizia della Camera sul ddl intercettazioni. Si comincerà con il docente di Procedura Penale Glauco Giostra per continuare poi con i rappresentanti della Fieg e della Fnsi.

Questi ultimi hanno già pronta una proposta alternativa da proporre ai deputati. Si tratta, spiega il segretario della Fnsi Franco Siddi, di prevedere «un’udienza filtro attraverso la quale eliminare, dagli atti che si depositano, quelle parti che possono incidere sulla vita delle persone» ma che nulla hanno a che fare con le indagini. In più, si propone l’istituzione di ’un giurì per la lealtà dell’informazionè. Dopodomani, invece, sarà la volta del Procuratore nazionale Antimafia Pietro Grasso che già oggi lancia un ennesimo allarme: con il ddl Intercettazioni così com’è, avverte, saranno a rischio le indagini sulle “nuove mafie” cioè sulle organizzazioni criminali transnazionali che non sono propriamente mafiose, ma compiono reati altrettanto efferati.

La commissione presieduta da Giulia Bongiorno ascolterà quindi il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone e i vertici dell’Anm. Poi si attenderanno le decisioni che mercoledì prossimo dovrebbe prendere la Conferenza dei Capigruppo di Montecitorio. Se il testo verrà calendarizzato per l’Aula entro luglio vorrà dire che il ddl potrà essere esaminato nella prima settimana di agosto. Il che significherebbe però un ritorno a Palazzo Madama nella seconda settimana con il rischio di trovare i senatori già in ferie. Altrimenti, l’alternativa è che tutto slitti a settembre. Il presidente della Camera Gianfranco Fini non nasconde di propendere per questa soluzione quando nella sua intervista su «Il Foglio» dichiara che prima di tutto, comunque, si dovrà concludere l’esame della Manovra. Intanto l’amministratore delegato di Sky, Tom Mockridge, annuncia battaglia contro una legge «sbagliata» che è un attacco «alla libertà di stampa». E se il direttore di Sky Tg24 Emilio Carelli dovrà andare in carcere per violazione della norma “bavaglio”, sarà pronto ad andarci anche lui. (fonte: La Stampa)

Hahahaha!
Berlusconi che parla di
'disinformazione attraverso i giornali'.
In realtà ha perfettamente ragione:
peccato siano i suoi (pardon, della sua famiglia).

E intanto la situazione del paese 'reale'
peggiora sempre più...

mercoledì 23 giugno 2010

Satyricon - Silvius exclusus e coelo!


Un giovane Marco Travaglio
racconta al programma di Luttazzi
(chiuso una puntata dopo)
la sua versione dell'ascesa di Berlusconi in Italia

Una pagina indimenticabile della storia televisiva
(le espressioni di Luttazzi
in alcuni momenti parlano da sole)



lunedì 21 giugno 2010

Che cos'è l'Amore?



Quattro anni fa mi preparavo ad affrontare l'esame di maturità. La 'tesina' con cui ho affrontato l'orale si intitolava: "Che cos'è l'Amore?". Non è passato molto tempo da allora, eppure quante cose sono cambiate! Voglio però condividere con voi ciò che ho scritto in quel testo. Se mi rifacessi ora la stessa domanda sono certo che non risponderei le stesse cose. Tuttavia, visto che non so ancora descrivere al meglio quello che penso adesso, spero vi accontenterete.

«La mia è una storia un po’ particolare: 19 anni da compiere e, all’attivo, ancora nessuna storia d’amore ufficiale (o ‘seria’ nel linguaggio dei giovani d’oggi). Certo, l’Amore ha già bussato qualche volta alla porta del mio cuore (tre in tutto direi), mi ha sfiorato, ma alla fine non si è mai realizzato in qualcosa di concreto. Questa situazione, se da un lato è stata e continua ad essere causa di comprensibili e sempre dietro l’angolo “crisi d’affetto”, dall’altro mi ha permesso di poter osservare l’Amore, seguendo le storie degli amici più cari; di dar loro consigli, quasi da ‘narratore onnisciente’, come figura comunque affidabile in quanto non direttamente coinvolta nei fatti; e soprattutto di scoprire che l’Amore di coppia, tanto decantato e ricercato da tutti, non è l’unico e solo della nostra vita. Esistono tanti tipi d’amore (quello per la famiglia, per gli amici, per uno sport o una squadra, per un hobby, ecc…) tutti diversi e tutti in grado di sopprimere quella che sembra e che sentiamo come un’innata infelicità del genere umano. Ecco allora sorgere spontanea la considerazione del perché, pur esistendo tanti tipi d’amore, quello tra due persone sia considerato senza dubbio il più importante: la risposta (divenuta ormai frase fatta) è che mentre gli altri sembrano poter far dimenticare all’uomo la propria vacuità e mancanza di significato esistenziale solo per pochi attimi, per qualche ora, per un giorno, l’Amore, quello vero, è “per sempre”. Su questa espressione le domande si moltiplicano: “Ma allora cos’è l’Amore vero? Ed è vero che esso dura per sempre?”. Ebbene io credo che a tali questioni non possa essere data una risposta, poiché esse provengono da un concetto, l’Amore, che trova equivalenti solo in quelli della Morte e di Dio, e che seppur trattato da secoli non ha ancora visto una soluzione definitiva. Nonostante questo, è però evidente a tutti che l’Amore, in questo mondo, è qualcosa capace di cambiare una vita da un attimo all’altro; senza motivo, ci si sente diversi, inattaccabili da qualsiasi problema o sfortuna, insomma tutto il contrario di quella che sembra essere la natura umana. Tuttavia, è altrettanto evidente come esso in molti casi non sia “per sempre”, il che ci fa chiedere se dunque “per sempre” sia solo l’Amore vero, e se sì cosa esso sia. Insomma un infinito circolo vizioso di dubbi e certezze che l’uomo non è in grado di dominare razionalmente, ma in cui può solo vivere.


Da questo è derivata la mia scelta sull’argomento per la tesina, dalla curiosità di studiare ed analizzare un fenomeno che, sebbene non si sappia ancora bene cosa sia e come agisca nelle nostre menti e nel nostro animo, rappresenta la nostra speranza più grande di un’esistenza felice. Non sentendomi però in grado di sostenere da solo uno studio che andasse oltre le solite, ormai note considerazioni, ho deciso in primo luogo di chiedere personalmente ad amici, parenti e conoscenti (che essendo o essendo già stati fidanzati o sposati “ne sapranno sicuramente più di me” mi dicevo) cosa per loro fosse realmente l’Amore».

Potrete trovare le loro risposte (e, se vorrete, lasciare le vostre) nei commenti...

domenica 20 giugno 2010

La memoria dell'acqua

C’è un elemento in natura che più di tutti è indice di vita, l’acqua, una sostanza che ricopre il 70% circa della superficie terrestre e che si ripresenta più o meno con la stessa percentuale nella composizione del corpo umano.

È proprio questa relazione ad aver costituito il punto di partenza di alcuni ricercatori, spinti dall’idea che questa semplice combinazione di idrogeno e ossigeno nasconda in realtà qualcosa di molto più complesso di quello che siamo soliti pensare. Si sono così sviluppate diverse teorie, le quali, partendo dal presupposto che gli esseri viventi e il nostro pianeta sono interdipendenti, affermano che l’uomo sarebbe influenzato dall’ambiente in cui si trova, e che egli stesso sia a suo modo in grado di influenzare tutto ciò che lo circonda. In Giappone, in particolar modo, si è arrivati a credere che l’acqua possieda una ‘memoria’ delle proprie esperienze, e che essa si comporti in modi differenti in base alle diverse sollecitazioni ricevute.

Se ciò fosse vero, se l’acqua possedesse davvero una memoria, ci troveremmo di fronte a un sistema di comunicazione ancora sconosciuto, un sistema del quale attualmente non sapremmo ancora nulla (provate solo a pensare alla possibilità di interrogare un campione d’acqua, magari presente sulla scena di un delitto).



Occorre tuttavia ricordare la differenza fondamentale che, all’interno del mondo scientifico, distingue nettamente le “scienze” vere e proprie da quelle che vengono definite “pseudoscienze”. Si utilizza il termine pseudoscienza per indicare ogni teoria, metodologia o pratica che affermi di essere scientifica (o voglia apparire tale), e che tuttavia non abbia alcuna aderenza col metodo scientifico (o metodo sperimentale), l’unico riconosciuto dalla scienza moderna per dimostrare validamente le proprie affermazioni.

Da anni gli omeopati si battono affinché la propria disciplina venga riconosciuta dalla medicina ufficiale. Si capisce, pertanto, il motivo per cui le teorie di Emoto abbiano suscitato tanto clamore anche al di fuori dell'ambiente scientifico. Se l’acqua possedesse effettivamente una memoria, infatti, le obiezioni nei confronti dell’omeopatia sarebbero confutate ed essa potrebbe finalmente guadagnare il tanto agognato riconoscimento scientifico.

Al fine di mettere alla prova la presunta esistenza del paranormale, ma anche le teorie pseudoscientifiche, in Italia opera il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale) che, sulle orme dell’omologo CSICOP (Committee for the Scientific Investigation of Claims Of the Paranormal), cerca di diffondere la pratica della sperimentazione e dell’osservazione oggettiva di fronte a presunti fenomeni paranormali. Inoltre, a livello internazionale esiste da diversi anni il “premio Randi”, istituito dalla James Randi Educational Foundation, che mette in palio un milione di dollari per chiunque si dimostri in grado di verificare sperimentalmente l’esistenza di poteri paranormali o la validità di affermazioni pseudoscientifiche (come, ad esempio, prevedere il futuro mediante l’oroscopo). Nessuno però, al giorno d’oggi, è ancora stato in grado di vincere tale sfida.

È proprio la mancanza di qualsiasi fondamento scientifico che impedisce al lavoro del dr. Emoto di attirare l’interesse della quasi totalità degli scienziati accettati e rispettati dalle istituzioni di ricerca.

La cosa più grave, tuttavia, è che un gran numero di persone gli dia credito senza indagare la scientificità delle sue affermazioni e che Emoto abbia sviluppato un’azione di merchandising basandosi proprio sulla certezza assoluta delle proprie teorie (segno, insieme a molti altri, dell'allargamento nella ricerca di salvezza o spiegazioni dell'esistente ad ambiti mistici-esoterici, fenomeno di cui pseudoscienziati e santoni approfittano con 'arte').

Nel Gennaio 2008, infatti, egli ha fondato la Office Masaru Emoto GK (ovvero “godo kaisha”, società a scopo di lucro) nel quartiere Yanagibashi, a Tokyo, giustificando i propri profitti come fondi necessari per effettuare ricerca e formazione sull’acqua, e poter quindi rincorrere il sogno di un “mondo di pace”. Poco tempo dopo, inoltre, egli ha creato la fondazione “Emoto Peace Project”, che avrebbe come intento quello di “comunicare con l’acqua”, allo scopo di diffondere nel globo emozioni positive grazie alla presunta memoria del liquido. Nonostante il nobile intento proclamato, occorre però ricordare che tale fondazione dipende da una struttura chiamata HADO, la quale, oltre a organizzare corsi e seminari, gestisce sul proprio sito web un fiorente merchandising, utilizzando la fama conquistata dalle ricerche di Emoto presso il grande pubblico. È da notare, a tal riguardo, come insieme a materiali audiovisivi, libri e poster, l’online shop della Hado comprenda anche la vendita dell’ “Acqua Indigo”, indicata come “geometricamente perfetta” e quindi in grado di essere “più facilmente assimilata a livello cellulare”, e per questo motivo venduta a 35$ la bottiglia.

È perciò opportuno concludere questo post ricordando la critica che sovente viene mossa al metodo scientifico, tacciato di essere eccessivamente ermetico e quindi di impedimento a un libero sviluppo di nuove teorie. Esprimendo un parere in proposito, Carl Sagan (astronomo, divulgatore scientifico e autore di fantascienza statunitense) affermò semplicemente: «È vero, inizialmente risero di Copernico e di Albert Einstein, ma è altrettanto vero che risero pure di Bozo il pagliaccio...».

giovedì 17 giugno 2010

Giorgio Bocca - La crisi del giornalismo italiano


Il declino del nostro futuro settore di impiego
visto da un veterano del settore


"La vera ragione che mi ha spinto a fare il giornalista
era capire cosa sono gli uomini.
Difatti mi sono convinto che sono dei pazzi.
La follia degli uomini è inguaribile,
e facendo il giornalista la puoi studiare.
Ma è disperante vedere che non miglioreranno mai"
(Giorgio Bocca)

Amori online: spesso il principe è solo un rospo!


Siete gentili donzelle single in cerca del Vero Amore nello sterminato mondo del web? Pensate che pescare in un grande mare offra più possibilità rispetto a un misero stagno di paese? Allora in bocca al lupo...anzi no, attente ai lupi! Le storie nate sul web, infatti, spesso non durano, perché uno dei due (quasi sempre l’uomo) mente. E così, quando ci si conosce, l’amore platonico nato in rete va in pezzi.

Trovare l’amore su Internet è un’impresa difficile. Farlo durare, poi, è quasi impossibile. Lo dice uno studio australiano secondo cui le storie nate on line sarebbero molto più fragili. Ciò accadrebbe poiché le persone che navigano finiscono per scegliere partner non adatti e creano legami emotivi prima di guardarsi in faccia.

Spiega infatti lo psicologo Matthew Bambling, come la gente trovi più facile investire velocemente a livello emotivo in una relazione via web, proprio perché non ha una immagine completa della persona con cui sta flirtando attraverso mail e chat.

La ricerca sostiene anche che alle donne capiti più spesso di scegliere il principe azzurro sbagliato. Il motivo? Le signore tendono a lasciarsi attrarre da commenti arguti e belle email. Ma avverte Bambling: "Non si può mai pensare che le cose siano come sembrano on line, anche perché i maschi spesso inviano email uguali a dozzine di donne sperando che una risponda. E poi tutti, ovviamente, cercano di presentare la faccia migliore (o falsa)". Lo psicologo consiglia quindi di evitarsi problemi e delusioni incontrandosi all’inizio della relazione virtuale: "Se si è interessati a qualcuno bisogna avere un contatto reale il prima possibile".

Ma cosa si cela dietro la seduzione di una mail/chat? "La seduzione è un’abilità personale, un talento che non ha nulla a che vedere con tutti i vostri eventuali vantaggi di partenza. Le qualità che abbiamo appena elencato fanno tutte parte dello stesso cerchio, ma non colgono il centro. Le apparenze fisiche e i vantaggi materiali sono attributi passivi che possiamo avere oppure no, mentre le qualità sessuali o personali, sebbene importanti, non si vedono al primo impatto. La seduzione, dunque, è un’arte che dipende da quello che fate, non da quello che siete o che avete. È un’arte tutta psicologica e comportamentale, è far credere all’altro che siamo l’oggetto dei suoi sogni, anche se non è vero. Riuscire a farlo è il compito fondamentale di ogni seduttore, è l’essenza stessa della seduzione".

Perciò attente donzelle: i lupi sono sempre in agguato! Anche se, per dirla tutta, vista l'evoluzione del rapporto uomo-donna, non credo di sbagliare affermando che ormai si vedono ben più ragazze-leonesse dominare altrettanti uomini-conigli che il contrario...voi che ne dite? ;)

mercoledì 16 giugno 2010

Berlusconi: «In Italia 7,5 milioni di intercettati. Non è vera democrazia»


ROMA - «In Italia siamo tutti spiati. Ci sono in italia circa 150 mila telefoni sotto controllo: considerando 50 persone per ogni telefono, vengono fuori così 7 milioni e mezzo di persone che possono essere ascoltate. Questa non è vera democrazia, è una cosa che non tolleriamo più». Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi, all'assemblea della Confcommercio, a Roma.

«LOBBY CONTRO LA LEGGE» - «Non c'è la tutela della libertà di parola», ha proseguito il premier. «Così non può essere in un Paese civile. Ditemi se è possibile essere spiati in questo modo. C'è una piccola lobby di magistrati e giornalisti che è contro il disegno di legge del governo. Noi abbiamo preparato il provvedimento in quattro mesi. È stato undici mesi alla Camera, dodici mesi e mezzo al Senato, e ora alla Camera si parla di metterlo in calendario a settembre. Poi bisognerà vedere se il capo dello Stato lo firmerà e poi, quando uscirà, ai pm della sinistra non piacerà e si appelleranno alla Corte costituzionale che, secondo quanto mi dicono, la boccerà», ha detto il presidente del Consiglio.

«NESSUN POTERE AL PREMIER» - Berlusconi ha ribadito, come aveva già fatto che, a suo dire, il presidente del Consiglio, a differenza dei suoi colleghi europei, non ha poteri: «Quando un imprenditore come me pensa alle cose da fare, si scoraggia, perché per arrivare a un risultato concreto bisogna passare le forche caudine di tante difficoltà che a volte uno pensa "chi me lo fa fare, torno a fare quello che facevo prima o me ne vado in pensione"». Secondo il Cavaliere il problema è soprattutto «nell'architettura istituzionale», che «risente del timore dei padri costituenti che potesse tornare una dittatura». Bisogna quindi riformare la Costituzione, ha indicato il premier, per renderla adeguata alle esigenze di una Paese moderno. (fonte: Corriere.it)

Mi prendo la responsabilità (essendo mio il blog) di quello che sto per scrivere, ma invito ciascuno di voi a esprimere liberamente la propria opinione attraverso i commenti:

1) Sono stanco di sentire il Presidente del Consiglio 'vaneggiare' (so benissimo che non è così e che i suoi interventi sono mirati e studiati a tavolino, ma non mi viene un termine più appropriato) a destra e a manca, ovunque vada! Ora che la sua tattica "sono tutti contro di Me" non funziona più, è passato a quella "ci sono delle lobby di 'disgraziati' contro di Noi". Spero davvero che gli italiani non possano bersi questo incredibile cocktail di palle!

2) Sono stanco di vedere i vari 'pubblici' che ascoltano le fandonie di quest'uomo (chiunque siano: Confindustria, Confartigianato, Confesercenti, o semplicemente quelli che ai suoi comizi sono lì a sventolare bandierine gridando "bravo Silvio!") applaudirlo solo per paraculaggine! Mai nessuno che si alzi a dirgli come stanno veramente le cose! Lo ha fatto solo Fini, ma poi evidentemente qualcuno gli ha detto che non era il momento o la tattica migliore.

3) Un cittadino-medio che guarda la tv o legge alcuni giornali penserà davvero che questo ddl è fatto per l'Italia e i cittadini! Spero di no, ma resta il fatto che per la suddetta paraculaggine molti appartenenti ai media sono disposti a rovinare l'intero settore.

4) Se l'Italia non è una vera Democrazia è perché al Governo in Parlamento ci sono quelli come lui!

5) Arriverà un giorno, un momento, in cui tutto questo finirà! E' fisiologico! Qualunque impero, il più grande, il più potente, prima o poi crolla! "Lente lente currite noctis equi" invocava Faust (che aveva venduto l'anima al Diavolo in cambio di un tot di anni 'al vertice'), ma il tempo scorre inesorabile per tutti.

Concludo questo mio sfogo personale ricordando che lo stesso non è dettato da alcuna faziosità (attualmente non mi riconosco, infatti, in nessuno dei due schieramenti), ma solo e semplicemente da mie considerazioni personali. E allora permettetemi di rispondere al nostro beneamato Premier (secondo lui) attraverso due scene del grande Totò:


martedì 15 giugno 2010

Steve Jobs spara a zero contro i blogger!

"Non voglio che gli Stati Uniti si trasformino in una nazione di blogger!"

Non ha usato mezzi termini Steve Jobs, CEO di Apple, intervistato alla D8 Conference di All Things Digital, per dire la sua sul presente e il futuro dell'informazione, ponendosi a difesa dell'industria editoriale che investe e produce contenuti di qualità e scagliandosi contro i blogger, in una sorta di j'accuse che ricorda, in parte, le opinioni espresse dal presidente USA Barack Obama un anno fa.

"La democrazia", ha detto il numero uno dell'azienda di Cupertino, "dipende da una stampa libera e forte, capace di fornire contenuti rigorosi, credibili, equilibrati. Washington Post, New York Times, Wall Street Journal sono punti di riferimento centrali e le professionalità dei giornalisti indispensabili".

L'industria editoriale è in difficoltà da tempo, ma secondo Jobs una soluzione c'è: far pagare i contenuti, quelli di qualità e quelli a valore aggiunto. Come? Trovando il giusto prezzo, ponendosi al servizio dell'utente e intercettando le sue esigenze. E iPad può rappresentare uno degli strumenti attraverso i quali rilanciare l'editoria e premiare il lavoro dei professionisti dell'informazione. Il tablet di Apple si pone, infatti, anche come piattaforma per la distribuzione di news e libri digitali, e grazie al successo di vendite che sta riscuotendo (un iPad venduto ogni 3 secondi) può costituire un trampolino per risollevare le sorti dei produttori di contenuti.

La centralità dell’informazione equilibrata (non urlata) della stampa tradizionale può essere dunque mantenuta, a patto che le news siano a pagamento. Perché come recita Rupert Murdoch (a cui fa eco Carlo De Benedetti in Italia): "l’era delle news gratis è finita". Il giornalismo dei professionisti costa, ma è una delle colonne di ogni democrazia. Gli fa eco la Global Survey Nielsen, indagine condotta nell’autunno 2009 nelle cinque regioni geografiche del mercato globale: Europa, Asia/Pacifico, Medio Oriente/Africa/Pakistan (MEAP), America Latina e Nord America, secondo la quale un terzo dei lettori sarebbe disposto a pagare.

Ma è davvero così? Il Foglio.it ha chiesto a sette blogger di rispondere al fondatore della Apple in poche righe. Posto qui solo la risposta del 'a noi arci-noto' Paolo Ferrandi (chi volesse leggere anche gli altri pareri raccolti e gli approfondimenti sulla vicenda sviluppati dalla redazione web del quotidiano di Giuliano Ferrara può cliccare qui):

"Non sono sicuro che l'iPad sia la soluzione al problema che assilla i giornali da parecchi anni, cioè trovare un modo perché lo sforzo che si fa per fornire le notizie ai lettori sia pagato il giusto. Sulla rete il modello che funziona è quello della gratuità perché la rilevanza degli articoli viene decisa dai link e dal peso assegnato a questi dagli algoritmi dei motori di ricerca. Finora gli unici tentativi che sono stati fatti per far pagare le news si sono dimostrati fallimentari, almeno per quel che riguarda l'informazione non settoriale (l'informazione economica è da sempre a pagamento e questo spiega le eccezioni di WSJ e FT). Qual è la specificità dell'iPad che potrebbe far accettare la non gratuità dei contenuti? In sintesi il fatto che il sistema operativo dell'iPad permette pagamenti incrementali e il fatto che la app di una testata è un sistema chiuso e quindi una volta scelta non è facilmente sostituibile con un prodotto fungibile, ma gratuito. E' possibile che funzioni? Dipende dalle leve del marketing e quelle di Apple sono particolarmente sofisticate. Ma c'è un limite anche al masochismo dei consumatori".

lunedì 14 giugno 2010

Alberto Papuzzi - I Weblog

"Fra i temi controversi del dibattito sull'online c'è l'impiego delle fonti informative. Internet è un vasto contenitore dai confini ambigui. Il punto centrale riguarda l'editing, cioè la verifica dell'informazione attraverso la comparazione delle fonti, attuata da una figura professionale specializzata (assente nel modello italiano).

La garanzia dell'editing è alla base del ragionamento sul weblog, un prodotto giornalistico prosperato su Internet e che non ha un corrispettivo stampato. Il blog è un 'diario di bordo', strumento espressivo del blogger che ne cura la pubblicazione e l'aggiornamento, ma è soprattutto un prodotto concepito per sovvertire le regole tradizionali dell'eccellenza giornalistica. Ciò che lo rende attraente è la sua immediatezza, personalità e allegria.

I blog non argomentano, non sono imparziali, non verificano le informazioni, sono l'esasperazione della soggettività del giornalista. Infatti, mentre i lettori sembrano attratti soprattutto dalla possibilità di interazione diretta, il blogger è interessato alla possibilità di fare opinione al di fuori del circuito e del controllo dei media tradizionali, anche attraverso l'uso di una scrittura meno formale.

Il punto critico del dibattito è che il weblog riporta l'attenzione sui fondamenti tecnici ed etici della professione giornalistica. In particolare rende impellenti due domande: il blogger è un giornalista? Il weblog può portare nel giornalismo una nuova consapevolezza tecnica ed etica? Questi temi controversi, che riguardano l'eccellenza professionale, hanno creato forti polarizzazioni fra gli appartenenti al settore.

Indubbiamente l'attività di blogging, visto il favore che ha incontrato presso una consistente parte del pubblico e degli operatori dell'informazione, si inserisce in un movimento che premia forme di giornalismo meno istituzionalizzate, più amatoriali. Il ragionamento ruota intorno all'idea che il blogging abbatte le barriere d'accesso, aumentando l'informazione e quindi il tasso di libertà del sistema. Una posizione che si inserisce nella visione liberale del modello americano".

"Qualsiasi cosa espanda l'ecosistema dei media - scrive J.D. Lasica - è una cosa salutare. Noi stiamo entrando in un'epoca in cui un numero crescente di persone farà parte di questo ecosistema".

"Una volta che vi siete creati il vostro blog - scrive S. Levy - e l'avete riempito con resoconti di notizie, critiche velenose e acute invettive politiche. come fate a ottenere visitatori? Giudicando dai blog migliori, la risposta sembra essere lavorare duro, occupare una nicchia, conquistare reputazione, sviluppare fonti e scrivere felicemente. Questa sembra la formula per avere successo come giornalisti dentro il grande Leviatano dei media".

(testo liberamente tratto e ri-editato da Alberto Papuzzi, Professione Giornalista)

domenica 13 giugno 2010

Walter Lippman & Alberto Papuzzi - Il ruolo della stampa

"La stampa è troppo fragile per portare il peso intero della sovranità popolare, per fornire spontaneamente la verità che i democratici speravano fosse innata. E quando pretendiamo che fornisca questo corpo di verità, adoperiamo un criterio di giudizio fuorviante. Fraintendiamo la natura limitata della notizia, la complessità illimitabile della società; sopravvalutiamo la nostra esistenza, il nostro spirito pubblico e la nostra competenza generale. Immaginiamo in noi un appetito di verità non interessanti che nessuna onesta analisi dei nostri gusti rivela. Se i giornali, quindi, debbono essere investiti del compito di tradurre l'intera vita pubblica degli uomini, affinché ogni adulto possa farsi un'opinione su ogni questione controversa, essi falliscono, sono destinati a fallire, in un futuro imprevedibile continueranno a fallire". (Walter Lippman, L'opinione pubblica)

"Ma questa limitatezza ha il suo contraltare. Essere avvolti nell'incertezza, sondare i limiti della professione, essere un punto di intersezione e mediazione, di cui noi stessi misuriamo il grado e l'intensità, tra decisioni politiche e opinione pubblica, tra processi sociali e coscienza civile, questa è una ragione di fascino del giornalismo, per chi lo ama". (Alberto Papuzzi, Professione Giornalista)

Apple iPad vs Microsoft Surface

Due esempi di 'comunicazione di prodotto'
Tre anni fa ricordo che rimasi impressionato nel vedere quello che si poteva fare con il Surface di Microsoft...Apple è partita più o meno dalla stessa mentalità, sviluppando però enormemente le capacità e funzionalità del suo iPad...
Giudicate voi!

sabato 12 giugno 2010

Sottovoce...piano piano...

Non si può affidare la risoluzione dei problemi a coloro che costituiscono il problema!